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26-Jun-19 · Psicoterapia e altri interventi psicologici

Il counselling e le differenze con la psicoterapia

Il counselling non si occupa di psicopatologia ma di problemi circoscritti, facendo leva sui punti di forza per promuovere il benessere della persona.

A volte ci troviamo in difficoltà perché abbiamo delle preoccupazioni o dei dubbi che non riusciamo a risolvere, oppure problemi col partner, in famiglia o al lavoro che ci creano disagio ma non una vera e propria sofferenza psicologica o un disturbo conclamato. O ancora, non abbiamo particolari disagi ma vorremmo comunque migliorare il nostro benessere o le relazioni con gli altri o una nostra capacità. In tutti questi casi, non è necessaria una vera e propria terapia psicologica ma può essere indicato un altro tipo di intervento: il counselling psicologico.

Cos’è il counselling?

E’ un tipo di intervento che mira a migliorare la qualità di vita della persona facendo leva sui suoi punti di forza e  sostenendo le capacità di scelta e di cambiamento.  Per definizione, non si applica a stati di sofferenza psicologica e disturbi mentali, non si occupa quindi di psicopatologia, ma di tutte quelle situazioni che possono determinare una crisi momentanea, un disagio esistenziale, un dubbio sulle scelte da intraprendere. Non c’è quindi un evidente disturbo psicologico, ma piuttosto una difficoltà specifica e circoscritta: prendere una decisione (ad esempio per la scuola o il lavoro), migliorare una relazione affettiva, sviluppare una capacità, gestire stress transitori che richiedono cambiamenti come la nascita di un figlio, la menopausa, il pensionamento. Si rivolge quindi a persone sostanzialmente sane, che non hanno bisogno di una “cura” di tipo psicoterapeutico o farmacologico ma di un sostegno per affrontare e gestire meglio difficoltà relazionali o decisionali. Non siamo nel campo della cura,  ma in quello dalla promozione della salute.

In cosa consiste?

Il counselling consiste in una serie di colloqui, in genere pochi: può bastarne anche uno solo, ma di solito rientrano nella decina. Lo psicologo favorisce un atteggiamento attivo e propositivo, aiutando la persona a mettere in campo le capacità che già possiede, a essere consapevole dei propri pregi e difetti, delle opzioni a disposizione, degli ostacoli e delle possibili soluzioni, perché poi sia lei stessa a decidere in che direzione andare. Il termine inglese “counselling” potrebbe far pensare a “consiglio” e a ritenere erroneamente che il professionista consigli cosa fare. In realtà avviene  proprio l’opposto. Spesso infatti per definire il counselling si usa l’espressione “aiutare ad aiutarsi”: lo psicologo non dà consigli, non decide, non impone una direzione, ma permette alla persona di avere la chiarezza e la lucidità per trovare una soluzione personale. La persona impara a riconoscere e gestire i propri schemi di pensiero e di comportamento e a usare al meglio le sue risorse per migliorare il proprio benessere. Il lavoro si concentra sul problema specifico che la persona porta e sul momento presente, non va alla ricerca di possibili cause passate. Il counselling non si applica solo al singolo individuo ma anche alla coppia, alla famiglia, ai gruppi.

 

Chi può fare counselling?

Il counselling è una tecnica che fa parte dell’attività dello psicologo. Negli ultimi anni in Italia si sono però moltiplicati scuole e corsi di counselling, molto diversi tra loro per durata e contenuti, creando un panorama ambiguo che può confondere la persona che debba decidere a chi rivolgersi per una difficoltà. La figura professionale del counsellor non è attualmente regolamentata dalla legge italiana e non esiste una direttiva che definisca la qualità della categoria professionale. In ogni caso, il counsellor che esce da questi corsi  non è laureato in Psicologia ma ha un diploma superiore o altre lauree. Pertanto, da anni è in corso una disputa tra counsellor, che rivendicano il loro spazio, e psicologi, che rivendicano l’esclusività di una tecnica che è parte costitutiva della propria professione e accusano i counsellor di esercitare un’attività appartenente allo psicologo, senza aver compiuto lo stesso lungo e complesso iter formativo. Recentemente il Ministero della Salute ha finalmente riconosciuto che il counselling è pratica esclusiva dello psicologo e che l'attività del counselor non psicologo è illegale e in sovrapposizione con l'attività dello psicologo.

Al di là delle annose polemiche, effettuare un percorso di counselling con uno psicologo o uno psicoterapeuta è una garanzia e una tutela maggiore per la persona in difficoltà, in quanto  lo psicologo ha anche gli strumenti per cogliere i segnali di un eventuale disturbo psicologico soggiacente, per fare una diagnosi e un corretto invio o trattamento. L’intervento si differenzia quindi per esperienza, formazione e professionalità.

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