Image

21-Jun-19 · Amore, coppia, fertilità

“Perché non trovo quello giusto?” : i motivi inconsci che fanno scegliere il partner sbagliato

Alcune persone scelgono sistematicamente il partner sbagliato con cui sono infelici. Non accade per caso ma per potenti motivi inconsci.

Oggi vorrei occuparmi  di tutte quelle persone, soprattutto donne, che si lamentano di ritrovarsi sole dopo essere incappate nell’ennesimo partner sbagliato e che collezionano lunghe serie di rapporti insoddisfacenti o amori impossibili.

“Sono sfortunata in amore”, “Mi capitano sempre gli uomini sbagliati”. In realtà i partner sbagliati non capitano per caso: spesso queste donne hanno una raffinata capacità di scovarli e puntare proprio loro, scartando altri potenziali compagni più adeguati.

Si legano a uomini con cui la relazione è insoddisfacente, poco propensi a un rapporto stabile, anaffettivi, più o meno problematici, o anche francamente maltrattanti.  Razionalmente riconoscono che sono partner inadeguati, ma ogni volta ci ricascano. Oppure dopo aver conquistato l’uomo a lungo sognato, perdono entusiasmo ed interesse, si annoiano e chiudono la relazione in cui non trovano più stimoli. O ancora, inseguono uomini che non le contraccambiano, o uomini impegnati da cui sperano di ottenere prima o poi un legame esclusivo e stabile anche quando questi sono molto chiari nel negare ogni possibilità.

Oppure ancora, quando finalmente trovano il partner giusto, nel tentativo di trattenerlo e non farlo scappare, perché “questa volta deve funzionare per forza!”, gli riversano addosso aspettative così pressanti e lo asfissiano donandosi completamente ottenendo proprio l’effetto temuto: farlo scappare.

Sembra che facciano di tutto per impedirsi una relazione appagante. “Si sbaglia dottoressa, un rapporto stabile e felice è ciò che desidero di più al mondo, è l’unica cosa che voglio! E’ lui che non vuole impegnarsi”. Razionalmente, queste donne desiderano sinceramente una relazione piena e soddisfacente; tuttavia, una parte della loro vita emotiva, quella inconscia, rema contro e le spinge verso persone con cui è impossibile realizzare questo desiderio. La razionalità cede di fronte a bisogni che risalgono alle prime relazioni affettive sperimentate nella famiglia d’origine. Soprattutto, è la spinta a sanare e riparare le ferite vissute nel rapporto coi familiari che porta a cercare partner con cui ripetere un copione già noto, nella speranza illusoria di un finale diverso.

Quali sono queste ferite del passato? Non occorre che siano traumi particolarmente gravi: bastano relazioni familiari in cui ci si è sentiti poco visti, riconosciuti e apprezzati, o in cui all’affetto si mescolavano altri sentimenti come la rabbia o l’umiliazione, o in cui le figure significative non erano sempre emotivamente disponibili. Quello è il modello di amore che è stato appreso e che si tende a ripetere da adulti, scegliendo partner che in qualche modo ripropongano l’antica problematica. Alla base della tendenza a collezionare amori insoddisfacenti c’è spesso un senso di colpa, il pensiero “Non merito di essere amata, non merito di essere felice, perché io non sono amabile”. Un bambino che si senta poco amato dai genitori, pur di preservare l’immagine dei genitori e non vivere costantemente l’ansia di dipendere da persone poco accudenti, “preferisce” convincersi di essere sbagliato e poco amabile, rivolgendo contro di sé la rabbia. Da adulto, il solo pensiero di meritare amore spaventa perché significherebbe mettere in discussione questa impalcatura difensiva e liberare la rabbia verso i genitori.

Queste donne non sono consapevoli di rifuggire un legame stretto, almeno tanto quanto lo rifuggono i partner di cui si lamentano. Pensano di desiderare ardentemente un legame più intimo, ma inconsciamente lo evitano perché in esso sentono il pericolo dell’abbandono e del rifiuto, o di perdere la propria libertà. Oppure si intestardiscono a conquistare un uomo impossibile, senza accorgersi che in realtà quell’uomo sarebbe solo il trofeo di una battaglia che stanno combattendo per la propria autostima: “Se riesco a farmi amare da uno così, allora sì che ho valore”. O ancora, relazioni impossibili o inconcludenti possono permettere di non diventare adulti e restare per sempre figli, invischiati nelle dinamiche della famiglia di origine in ruoli disfunzionali che si ha paura di abbandonare.

Diventare consapevoli di ciò che muove la scelta di partner sbagliati consente di affrancarsi da questa costrizione a ripetere lo stesso copione. Conoscersi significa già potersi fermare e riflettere piuttosto che agire in modo cieco. Rinunciare al sogno segreto di risanare la sofferenza del passato è faticoso, ma un aiuto professionale può consentire di rivedere la propria storia e pacificarsi con essa, poter dire “Non sono io che non sono amabile, forse sono  i miei genitori che non sono stati capaci di amarmi”, accettando i limiti dei propri genitori senza doverli distruggere  e legittimando finalmente il proprio diritto ad essere felici.

Image

Signorina lei ha bisogno d'affetto

Leggilo su ISSU