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26-Jun-19 · La personalità

Il disturbo borderline di personalità: "Se mi lasci vado in pezzi"

La personalità borderline vive emozioni e relazioni in modo caotico e ha estremo timore dell'abbandono.

Un attimo è euforico, l’attimo dopo sprofonda nella depressione. Un giorno ti adora come un dio, il giorno dopo ti disprezza con ferocia. Al minimo segnale di un rifiuto o una separazione, precipita nella disperazione rabbiosa e nell’impulsività.

Nel disturbo borderline di personalità, vi è insomma una estrema instabilità delle emozioni, delle relazioni e dell’identità personale, unita a una marcata impulsività. Il termine “borderline” significa “linea di confine” ed è stato introdotto per indicare i disturbi che si collocano appunto al confine tra le due grandi categorie della nevrosi e della psicosi. La personalità borderline quindi  funziona al limite della psicosi (gravi disturbi che implicano perdita di contatto con al realtà). In effetti, solo transitoriamente  e sotto stress queste persone arrivano a sviluppare sintomi psicotici; tuttavia, anche in assenza di questi picchi, il disturbo è comunque grave e invalidante.

Montagne russe emozionali

Il tratto tipico del disturbo è l’eccezionale instabilità emotiva. Il vissuto emozionale è eccessivo e mutevole, la persona passa con grande rapidità e facilità dalla depressione, all’euforia, alla rabbia, al senso di vuoto. Spesso è del tutto imprevedibile. La rabbia è l’emozione più intensa e difficile da controllare per chi ha questo disturbo: può manifestarsi con permalosità, irritabilità, sarcasmo o con veri scoppi d’ira violenta, ed è legata soprattutto alla minaccia reale o presunta di un abbandono. Sotto stress, la abituale sospettosità può accentuarsi fino a diventare paranoia  delirante. Le emozioni sono vissute in modo intenso e doloroso e possono indurre a comportamenti impulsivi (abbuffate alimentari, promiscuità sessuale, guida spericolata, spese eccessive) o gesti auto lesivi che hanno la funzione di ridurre l’attivazione emozionale, oppure di far sentire vivi nei momenti in cui predomina un angosciante senso di estraneità e vuoto. La distruttività, rivolta sia verso sè stessi che gli altri, è purtroppo un carattere tipico del disturbo.

Il caos nelle relazioni

Il soggetto borderline tende a dividere gli altri e il mondo intero in categorie rigide ed estreme, “tutto buono” o “tutto cattivo”, senza sfumature. All’inizio di una relazione, le altre persone sono idealizzate e considerate perfette, ma alla minima contrarietà vengono svalutate e disprezzate e collocate nella categoria opposta dei nemici malevoli. I rapporti sociali sono pertanto instabili, intensi e turbolenti, suscitano sentimenti estremi e spesso vengono interrotti bruscamente. La paura dell’abbandono è molto intensa e anche una breve separazione suscita rabbia e disperazione. I gesti auto lesivi (tagliarsi, bruciarsi, tentare il suicidio), frequenti nel disturbo borderline, possono essere utilizzati anche in modo ricattatorio per scongiurare l’abbandono o per punire l’altro che si è allontanato. La relazione con un soggetto borderline è molto faticosa perché si viene investiti e trascinati in una emotività spesso devastante e distruttiva.

Un’identità fragile

La personalità borderline ha un’immagine di sé molto instabile, oscilla con grande facilità tra vissuti opposti e non sa dare una chiara definizione di sé. Cambia con grande facilità obiettivi e valori in tutti i contesti di vita: studio, lavoro, amicizie, sessualità. Ha difficoltà a riflettere sui propri stati d’animo e sulle proprie esperienze, parlando di sé dà delle descrizioni così contraddittorie da confondere l’interlocutore.

Spesso perde la fiducia in sè stessa, si considera una nullità e si sente in colpa per quelli che considera propri fallimenti. Cerca disperatamente di migliorare imponendosi degli standard esagerati, che immancabilmente conducono a un altro fallimento che non fa che confermare la già precaria opinione di sé; si tratta di un vero  auto boicottaggio, che viene messo in atto proprio a un passo dal raggiungimento di un successo o di un obiettivo importante.

Un’infanzia dolorosa

Si ipotizza che la personalità borderline abbia costituzionalmente una bassa soglia di stimolazione, che spiegherebbe l’intensa reattività a stimoli che per la maggior parte delle persone sono invece trascurabili. Dal punto di vista familiare, invece,  il disturbo può dipendere da una difficoltà dei genitori a riconoscere gli stati emotivi dei figli: questo determina nel bambino un vissuto di carenza affettiva ma anche una difficoltà nell’imparare a gestire le emozioni. Nell’infanzia di queste persone sono particolarmente frequenti esperienze di abuso, emotivo o fisico, da parte dei genitori. Questo naturalmente non significa che tutti i soggetti borderline siano stati abusati: tuttavia, in letteratura si è riscontrata una percentuale elevata di questi antecedenti. Si ipotizza anche che proprio gli abusi subiti nell’infanzia, influiscano sul sistema nervoso determinando quella iper-reattività e costante senso di allarme che indurrebbero il soggetto alle tipiche risposte impulsive ed eccessive.

Come si può guarire

Come negli altri disturbi di personalità, il trattamento psicologico è particolarmente difficile a causa della scarsa consapevolezza e motivazione del soggetto, e richiede comunque un lavoro di lunga durata. La  psicoterapia può aiutare la persona con disturbo borderline a rapportarsi  in modo più maturo, accettando che gli altri siano non del tutto buoni o del tutto cattivi, ma, più realisticamente, un’integrazione di aspetti positivi e negativi, di pregi e difetti. Altro obiettivo del trattamento è aiutare il soggetto a riflettere sulle conseguenze dei suoi comportamenti autodistruttivi e sui repentini cambiamenti dei suoi sentimenti. Poiché la personalità borderline tende a negare in sè stessa emozioni sgradevoli e ad attribuirle agli altri, è fondamentale aiutarla a riappropriarsi di queste emozioni e a tollerarle dentro di sé.

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