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26-Jun-19 · La personalità

Tipi strani e solitari: la personalità schizoide e schizotipica

Distacco dalle relazioni sociali e comportamento eccentrico e strano sono i tratti della personalità schizoide e schizotipica.

Le parole sono simili a “schizofrenia” e la radice è la stessa: “skizo”, che in greco significa scissione. Il disturbo schizoide e quello schizotipico di personalità  hanno in effetti delle somiglianze con la schizofrenia, tuttavia vanno differenziati da questa, perché presentano sintomi psicotici meno gravi e duraturi e sostanzialmente non intaccano la consapevolezza della realtà. Per questo sono inquadrati non come malattia mentale, ma come condizione esistenziale stabile del soggetto. Resta il fatto che si tratta di disturbi, ovvero organizzazioni di personalità disfunzionali, che causano disagio o compromissione di vari ambiti esistenziali. Il significato di “scissione” si riferisce alla presenza, in questi disturbi, di una separazione tra i vari aspetti della personalità e anche alla tipica distanza emozionale rispetto al mondo esterno.

Il soggetto schizoide: “sto bene da solo”

La caratteristica principale del disturbo schizoide è il marcato distacco dalle relazioni sociali. Anche in altri disturbi psichici è presente una difficoltà a rapportarsi con gli altri, ma in questo caso manca proprio il desiderio di avere relazioni con gli altri esseri umani. La solitudine viene ricercata e non provoca alcuna sofferenza, come invece accade, ad esempio, nel disturbo evitante. La persona schizoide non desidera amicizie, relazioni affettive e nemmeno sessuali; da esse non trae alcun piacere o soddisfazione, preferendo dedicarsi ad attività solitarie, alla natura o agli animali, ai quali invece può legarsi con intensità. Spesso ha un forte interesse verso discipline come la matematica o la filosofia o verso strumenti come il computer. Anche nel lavoro, sceglie di dedicarsi ad attività solitarie e non competitive che richiedano un minimo contatto sociale e in cui può raggiungere ottimi risultati. Anche a scuola spesso il soggetto ha buoni risultati e un comportamento disciplinato,  ma è estraneo e disinteressato alla vita sociale con i compagni.

Un mondo tutto suo

L’individuo schizoide vive emotivamente in un mondo tutto suo, popolato di fantasie spesso grandiose, e totalmente separato dalla realtà esterna. Agli altri appare chiuso, freddo e indifferente. Le lodi o le critiche altrui non lo interessano affatto, reagisce passivamente anche alle situazioni avverse senza manifestare rabbia.  Non prova emozioni forti e non sa partecipare emotivamente a ciò che accade intorno: spesso non risponde neanche a un saluto o a un sorriso ed è indifferente alle convenzioni sociali. Non prova piacere e interesse per nessuna attività della realtà esterna, mentre è completamente assorbito dalle sue fantasie e dal suo mondo interiore.

La personalità schizotipica: quando si dice “un tipo strano”

Il soggetto schizotipico somiglia allo schizoide per il distacco dalle relazioni sociali e la tendenza all’isolamento, ma ha la peculiarità di essere estremamente eccentrico e strano. Ha  un linguaggio particolare difficilmente comprensibile, ricco ad esempio di metafore o di circonlocuzioni oscure, o eccessivamente elaborato. E’ spesso superstizioso, afferma di avere poteri speciali come poter leggere nel pensiero o  essere chiaroveggente, ed è molto attratto dalla magia e dal paranormale. Mostra segni di pensiero magico, ovvero  la convinzione che i propri pensieri o azioni possano controllare eventi e altre persone senza agire direttamente su di loro. Per esempio, può temere di danneggiare qualcuno  per il solo fatto di avere dei pensieri aggressivi.  Può avere transitoriamente illusioni ed allucinazioni, come sentire una voce che chiama il proprio nome, o strane esperienze corporee. Può apparire strano e trascurato nell’abbigliamento, essere del tutto incurante dei colori che accosta o di eventuali macchie sul vestiario.

Come l’individuo schizoide, ha un’affettività ridotta, rigida e inappropriata alle situazioni, non ha amici e tende a stare da solo, ma in questo caso la solitudine, più che ricercata, è la conseguenza di un’ eccessiva ansia sociale, della sensazione di essere diverso dagli altri e della sospettosità nei confronti del mondo esterno.  Tende infatti a pensare che gli altri complottino contro di lui, o ad avere idee di riferimento, cioè interpretare come riferiti a sé eventi che in realtà sono casuali. Tuttavia, a differenza dei disturbi psicotici, la percezione della realtà non è alterata e il pensiero, anche se particolare e strano, rimane coerente e organizzato.

Il trattamento

Alla base di questi disturbi si trova un’antica e profonda paura dell’abbandono, risalente alle prime fasi dello sviluppo e legata a una carenza nelle capacità genitoriali di cura. Il timore è così forte che spinge a rifuggire del tutto dalla relazione con l’altro. Per questo, è essenziale che il terapeuta sia accogliente e rispettoso e attenda con pazienza che si instauri una relazione di fiducia. Per entrambi i disturbi, il trattamento psicologico ha l’obiettivo di favorire lo sviluppo della abilità sociali e della capacità di identificare le emozioni proprie e altrui, rispettando il bisogno di solitudine della persona ma anche evitando un isolamento eccessivo. Nel caso del disturbo schizotipico, si aiuta anche il soggetto a diminuire comportamenti eccentrici che potrebbero essere dannosi.

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