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26-Jun-19 · La personalità

Tutto sotto controllo: il disturbo ossessivo di personalità

Chi ha una personalità ossessiva tende al perfezionismo e deve controllare tutto. La terapia prevede l'accettazione dell'errore.

Ogni cosa che fa deve essere perfetta nel minimo dettaglio; pretende il massimo da sé e dagli altri e la sua pignoleria è spesso irritante. Sempre composto, non dà segno di emozione, e  pure in vacanza non si dà pace finchè non trova un lavoro da fare. Si tratta del disturbo ossessivo-compulsivo di personalità, che costringe a un’esistenza ipercontrollata, dove le emozioni e la spontaneità sono pericoli da tenere a bada.

Devo essere perfetto

La personalità ossessiva è perfezionista e aspira ad elevati livelli di prestazione, ma l’attenzione ai dettagli diventa così esagerata e dominante da far perdere di vista lo scopo finale di un lavoro o di un progetto: così rischia di non portare mai a termine un compito che non è mai considerato abbastanza perfetto. Non riesce a distinguere ciò che è veramente essenziale dai dettagli futili. Ha un’attenzione esagerata per la pulizia degli spazi, ma anche in questo caso, rischia di accanirsi su un dettaglio trascurando tutto il resto. Organizza anche male i tempi, rischiando di lasciare le cose più importanti all’ultimo minuto. E’ anche eccessivamente prudente e indeciso, timoroso di sbagliare, e nel continuo rimuginare sull’opportunità di una decisione o di un’altra, rischia di rimandare all’infinito le questioni da affrontare.

Chi ha questo disturbo ha un attaccamento anomalo al lavoro o allo studio, a cui dedica tutte le energie e tutto il suo tempo, trascurando gli svaghi e le amicizie. Tutto ciò che fa deve essere produttivo: così anche i momenti di tempo libero vengono trasformati in altrettanti lavori da svolgere  scrupolosamente, o le vacanze diventano ansiogene se non si è portato il “lavoro da casa”. Si trova bene nei contesti scientifici che prevedono precisione e costanza, ma entra in ansia quando incontra le dinamiche relazionali e il sentimento.

E’ una persona estremamente coscienziosa, con principi morali inflessibili che applica sia a sé che agli altri, con cui tende ad essere molto critica e giudicante. La stessa critica feroce e impietosa  è rivolta verso di sé, quando ritiene di aver fallito o di non aver seguito i principi in cui crede. Si autocommisera e si colpevolizza anche per errori di poco conto e teme molto le critiche: fallire è intollerabile.

Si fa così e basta!

La persona con personalità ossessiva è restia a delegare compiti agli altri, preferisce fare tutto da sé perché pensa di conoscere la procedura migliore e pretende che gli altri si adeguino al suo modo di fare. Se deve affidare un lavoro a qualcun altro, diventa pedante nel fornire istruzioni dettagliate e non tollera punti di vista diversi o soluzioni alternative. Per questo ha notevoli difficoltà a lavorare in gruppo e a cooperare.

E’ una persona molto abitudinaria, ama l’ordine e la routine e vive con ansia tutte le situazioni impreviste che richiedono un cambiamento o un adattamento. La giornata è rigidamente organizzata e spesso scandita da liste o schemi delle cose da fare.

La persona ossessiva pensa spesso in termini di “dovrei”, “devo”, mentre ha una scarsa consapevolezza dei suoi reali desideri e preferenze. Privilegia la logica e la razionalità e ha grosse difficoltà a lasciarsi andare alle emozioni, che sono vissute come una pericolosa perdita di controllo, nel timore che danneggino la propria autostima o gli altri. Così, pur provando ansia, rabbia, frustrazione e invidia, trattiene le emozioni e non le lascia trasparire, apparendo fredda e impostata, anche se molto educata, posata e modesta. Con le figure autorevoli mostra compiacenza e un atteggiamento ossequioso, mentre può essere molto critica e controllante con i sottoposti.

Una compagnia pesante…

Le relazioni sociali sono compromesse perché la persona con questo disturbo risulta spesso pesante e noiosa, testarda e troppo pignola e perché pretende standard troppo elevati dagli altri. E’ poco spontanea, ha poco senso dell’umorismo e un’eccessiva serietà. Ha difficoltà a manifestare calore e premura per gli altri ma allo stesso tempo cerca di compiacere i desideri altrui a scapito dei propri. La serietà e la logica soffocano le espressioni di affetto e l’empatia. Le relazioni sociali più frequenti sono quelle che hanno a che fare con attività strutturate e ben organizzate, ad esempio gli amici con cui si fa sport.

Aderisce in modo acritico alle regole e alle convenzioni sociali e non accetta strappi alla regola neanche in circostanze eccezionali, con il rischio di diventare inflessibile e intollerante.

Perché tanto bisogno di controllo

Spesso chi ha questo disturbo di personalità ha avuto un’educazione caratterizzata da rigida disciplina e genitori poco spontanei che manifestavano poco le loro emozioni. Ha sentito su di sé richieste eccessive di responsabilità e aspettative irrealistiche dei genitori, o è stato punito per non aver raggiunto gli standard prefissati. Ha sentito una scarsa valorizzazione di sé o uno scarso affetto, perciò teme la relazione intima e cerca di controllarla in modo razionale trasformandola in una sorta di contratto.

La terapia

La terapia psicologica mira a favorire la consapevolezza e l’accettazione delle proprie emozioni, lo sfogo dei sentimenti sia positivi che negativi, la flessibilità sulle questioni morali ed etiche e la capacità di rilassarsi e svagarsi. Ha inoltre lo scopo di abbassare gli irrealistici standard di prestazione, accettando la propria umanità e la possibilità di sbagliare. Incoraggia ad affrontare e gestire gli imprevisti  e a instaurare delle relazioni sociali più rilassate e intime, evitando sia di compiacere, che di controllare gli altri, ma sviluppando fiducia nel prossimo e capacità di empatizzare con le emozioni dell’altro.

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