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21-Jun-19 · Problematiche del bambino e dell'adolescente

Fobia della scuola, come riconoscerla e affrontarla

Mal di pancia, pianto o svogliatezza: come si manifesta la fobia della scuola e cosa fare

Mamma, ho mal di pancia, non posso andare a scuola!”: qualunque genitore può enumerare un vasto repertorio di scuse infantili, più o meno credibili, per sottrarsi al temibile appuntamento mattutino. Capita che il piccolo sia stanco o voglia evitare una prova impegnativa, ma quando il suo rifiuto diventa ricorrente, ed è accompagnato da disagio o da sintomi somatici, potrebbe trattarsi di una vera fobia scolare.

Come si manifesta

Ogni mattina si ripete la stessa scena straziante. Quando è ora di uscire per andare a scuola, il bambino si agita, piange, o manifesta sintomi fisici. I bambini più piccoli, di 3-4 anni, possono avere reazioni di panico irrazionale o crisi aggressive, possono nascondersi o barricarsi in cameretta. I bambini più grandi esprimono l’angoscia in modo meno evidente attraverso sintomi psicosomatici come mal di testa, mal di pancia, vomito o febbre. Nei ragazzi, diventa più difficile riconoscere la fobia, poiché è più spesso mascherata da svogliatezza o scarsa motivazione.

La fobia della scuola insorge il più delle volte verso i 5-7 anni e gli 11-12 anni, momenti in cui il bambino deve confrontarsi con le nuove sfide dell’ingresso alla scuola primaria e media, ma è frequente anche all’inizio della scuola dell’infanzia.  A volte compare durante l’anno, in coincidenza con eventi critici come la nascita di un fratellino o la separazione dei genitori, oppure in seguito a fatti spiacevoli avvenuti con i compagni o con gli insegnanti.

Le cause

Compagni cattivi, maestre che urlano: sono queste in genere le scuse più comuni dei bambini per non andare a scuola. Spesso, però, la vera ragione non sta nell’ambiente scolastico, ma nell’ansia che il bambino prova quando deve allontanarsi da casa e dalle figure familiari. La fobia della scuola rientra insomma, il più delle volte, nella cosiddetta “ansia da separazione”: la paura che coglie il bambino nel lasciare l’ambito protetto e rassicurante della propria casa e dei propri genitori.

Si è notato che il bambino con fobia scolare ha certe caratteristiche familiari che tendono, se non a causare, quanto meno ad alimentare il  problema. Ha spesso una mamma ansiosa che tende a proiettare le sue fobie sul figlio, lo vede perennemente bisognoso di protezione e favorisce la sua dipendenza da lei. Il papà invece è poco presente o comunque non è una figura che trasmette sicurezza e stabilità. Può essere proprio il genitore stesso ad aver paura dell’abbandono e a provare disagio nel separarsi dal bambino; questa difficoltà però non viene riconosciuta, ed è totalmente attribuita al bambino, che è “quello che ha il problema”.

Spesso si trova anche uno stile educativo molto indulgente. Questi bambini, abituati a un clima permissivo, possono  allora essere intimiditi a scuola, dove generalmente l’insegnante deve adottare una certa severità e un sistema di regole per gestire la classe.

In altri casi, l’origine può risiedere in un’ansia da prestazione. L’ambiente scolastico, infatti, pone grosse richieste evolutive: il bambino deve superare il suo fisiologico egocentrismo per adattarsi a far parte di un gruppo con delle regole e si trova ad essere valutato nella sua prestazione, l’apprendimento, spesso in competizione con i compagni. Un ragazzino insicuro può temere di non essere capace di inserirsi in un nuovo contesto sociale, o di affrontare nuove richieste di studio più impegnative.

A volte la fobia può accentuarsi se il bambino ha in sorte un’insegnante particolarmente rigido o dei compagni problematici: tuttavia, queste condizioni solo in parte determinano il disagio del bambino, e il più delle volte non sono un motivo valido per ritirare il bambino dalla scuola.

Cosa fare

  • Mandare il bambino regolarmente a scuola. La tentazione maggiore, per un genitore che veda suo figlio tanto spaventato e sofferente, è quella di evitargli la causa di tanta paura, e di tenerlo a casa. Al contrario, mandarlo regolarmente a scuola è proprio la soluzione migliore del problema, perché la frequenza scolastica giornaliera, cioè la routine, permette al bambino di abituarsi gradatamente alla nuova situazione. Tenerlo a casa per periodi  più o meno lunghi non fa che ingigantire l’ansia al momento del rientro; inoltre, il bambino resta indietro rispetto ai compagni riguardo agli apprendimenti e ciò alimenta la sua insicurezza. Stare a casa permette momentaneamente la scomparsa immediata dell’ansia, ma rinforza il rifiuto. Andare a scuola con costanza, invece, permette una riduzione graduale dell’ansia, fino alla sua scomparsa, con una modalità costruttiva che rinforza ogni giorno la capacità del bambino di tollerare la situazione scolastica.
  • Essere fermi e ottimisti. I genitori devono essere fermi nel mandarlo a scuola: la decisione non è negoziabile. Anche se il bambino protesta o si lamenta, una volta escluso che i suoi sintomi possano effettivamente indicare una malattia, occorre essere inflessibili e mostrarsi fiduciosi, rassicurandolo che a scuola starà bene, che si divertirà con i compagni e che potrà chiedere alle insegnanti in caso di necessità.
  • Parlare con il bambino. E’ importante chiedere al bambino, in un momento in cui è tranquillo, che cosa non va a scuola, facendolo sentire compreso nelle sue paure. Allo stesso tempo, occorre comunicargli sia la necessità di andare a scuola, sia la sua capacità di poterlo fare. Il bambino va rassicurato che si cercherà insieme la soluzione per farlo stare meglio.
  • Confrontarsi con gli insegnantei. Sensibilizzare gli insegnanti sul problema del bambino è utile, poiché questi sono in genere abituati a gestire queste difficoltà, e sapranno adottare gli accorgimenti per rendere l’inserimento del bambino inizialmente più protetto e graduale.
  • Consultare il medico quando presenta i sintomi. Se il bambino presenta sintomi  come febbricola, mal di pancia, vomito, e si decide di tenerlo a casa, bisognerebbe portarlo  dal medico nella stessa mattinata, e dissipare i dubbi sulla reale causa dei suoi sintomi. Se si tratta di ansia e non di una malattia organica, occorre riaccompagnarlo a scuola.
  • Far stare il bambino con i coetanei. I bambini con fobia della scuola tendono a restare a casa con i genitori dopo la scuola, ad avere pochi  amici, a giocare in casa. Dargli occasioni di stare con i compagni, invitandoli a casa o iscrivendolo a una attività sportiva, gli consentirà di allenare la sua capacità di interagire con gli altri, che è basilare per sentirsi bene a scuola. La paura della scuola non è altro che una parte del sofferto percorso che il bambino deve compiere per rendersi sempre più indipendente dall’ambiente domestico e per inserirsi nella vita sociale.
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