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20-Jun-19 · Sviluppo del bambino e dell'adolescente

Alla conquista del vasino: il bambino e il controllo sfinterico

Togliere il pannolino rappresenta una conquista importante nella crescita del bambino. Costanza e pazienza sono le parole d'ordine!

Salutato dai genitori come orgoglioso segno di crescita del proprio piccolo, nonché come agognata fine di ingombranti pratiche quotidiane, l’addio al pannolino è un importante passaggio verso l’autonomia del bambino. Si tratta di un’acquisizione naturale ma piuttosto lenta, che può suscitare qualche dubbio e preoccupazione nei genitori. Conoscere come avviene il controllo sfinterico e adottare alcuni accorgimenti, può rendere questo passaggio più agevole, evitando di farne motivo di disagio per il bimbo e per i genitori.

Quando cominciare?

E’ solo a partire dai 18 mesi che il bambino matura la capacità fisiologica di controllare volontariamente gli sfinteri, grazie alla maturazione neurologica. Prima di questa età, è  inutile e anzi controproducente tentare di abituare il bambino al vasino. Inoltre, per alcuni è necessario un tempo aggiuntivo per raggiungere il controllo, essendo la maturazione un fenomeno variabile da un individuo all’altro (più veloce per le femmine, ad esempio). I due anni sono un’età ragionevolmente adatta, in genere, per avviare il passaggio al vasino, soprattutto se il bambino manifesta già da alcuni segnali di essere pronto: ad esempio, comincia a sentire lo stimolo e sa dirlo al genitore, sa cos’è  il water e come gli adulti lo usano, prova fastidio per il pannolino, sa stare bene seduto. Il controllo viene acquisito prima per le feci, e più tardi per le urine. E’ fondamentale l’accordo tra tutti coloro che accudiscono il bimbo: genitori, nido, nonni, si comincia tutti insieme. E una volta cominciato, non si torna indietro, a meno che non si sia sopravvalutata la capacità del bambino di controllarsi e sia opportuno rimandare. Ma in tutti gli altri casi, si prosegue in modo coerente, anche se può essere scomodo per i genitori in alcune situazioni.

La pulizia, questa sconosciuta

L’educazione al vasino fa parte di un più ampio repertorio di regole e abitudini che i genitori cominciano a trasmettere al bambino di questa età. Il bambino, di per sé, non ha ribrezzo per i prodotti del suo corpo, anzi, li considera un prodotto prezioso. Se fosse per lui, ci giocherebbe volentieri, come fa col pongo o col fango, traendo piacere dal manipolarli, come fossero un qualunque oggetto. Sono i genitori che, per motivi socio-culturali, devono condurre il bambino ad adottare le comuni pratiche di pulizia. Quando il piccolo comincia a usare il vasino, è opportuno lodare comunque il suo “regalo”, e solo più tardi iniziare a insegnare l’importanza di lavarsi e di “farlo” nel luogo opportuno.

Un processo graduale

Perché il piccolo cominci a familiarizzare con il  vasino, può essere utile andare a comprarlo insieme, e poi lasciare che lo “studi” anche sedendosi da vestito o con il pannolino. Il vasino dovrebbe essere collocato vicino al water. Alcuni genitori mettono il bambino direttamente sul water, tuttavia la dimensione inadatta suscita timore nel bambino e soprattutto non gli consente di essere autonomo, perché deve essere tenuto dal genitore. Al contrario, in ogni tappa dello sviluppo è fondamentale permettere la massima indipendenza. Il vasino è suo, può prenderlo quando vuole e questo lo rende più responsabile. Non devono esserci forzature o obblighi se il bambino rifiuta di stare seduto sul vasino: in tal caso, armarsi di infinita pazienza…

Per le feci, di solito è il bambino stesso che a un certo punto annuncia soddisfatto che “sta per farla”, segnalando che è il momento per iniziare a usare il vasino. E’ più facile perché passa un po’ di tempo tra lo stimolo e il “fattaccio”. Per la pipì è più difficile arrivare alla consapevolezza di “quando scappa”, perciò inizialmente è utile portare il bambino a intervalli regolari sul vasino, anche se al momento non riferisce lo stimolo, per poi rimettere il pannolino. Inizialmente si lascia il piccolo senza pannolino per un’ora, poi di più, fino ad arrivare all’intera giornata entro un mese.

Dapprima il pannolino si toglie durante il giorno ma viene lasciato per la notte o per il riposino, quando è più difficile che il bambino riesca a non bagnarsi. Verrà tolto quando, al risveglio, il pannolino risulterà asciutto. Il controllo completo è una conquista graduale e avviene in genere entro i tre anni e mezzo, anche se potrà capitare ancora qualche incidente, soprattutto con la pipì.

Il ruolo dei genitori

Il controllo sfinterico dipende non solo dalla maturazione fisica, ma anche da fattori affettivi che riguardano il legame col genitore, risentendo ad esempio del loro atteggiamento più permissivo o più punitivo. Spesso i genitori lodano il bambino quando la fa nel vasino e mostrano disgusto e rabbia se l’”incidente” avviene altrove, ma per il bambino è difficile inizialmente capire il perché di tanta differenza, anche perché fino al giorno prima per tutti era naturale che la facesse nel pannolino e all’improvviso gli viene chiesto di rinunciarci. L’elevato valore simbolico del passaggio al vasino lo rende anche terreno ideale per gli scontri tra il bambino e i genitori, perciò, dal momento in cui la funzione può essere almeno in parte controllata, il piccolo può decidere di trattenere o lasciare anche per compiacere o contrariare la mamma o il papà. La parola d’ordine in questo periodo è pazienza: ci sarà da attendere parecchio tempo, cambiare un sacco di panni sporchi e lavare il pavimento a più riprese, ma l’impegno sarà ripagato!

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