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26-Jun-19 · Altri articoli

Pedofilia, cos'è e come proteggere i bambini

Nella pedofilia, un adulto prova attrazione sessuale per minori non ancora sviluppati fisicamente. Come proteggere i bambini?

La pedofilia è una deviazione sessuale, compresa tra i disturbi psichiatrici, in cui un adulto è sessualmente attratto da bambini o preadolescenti non ancora sviluppati fisicamente.  Il desiderio sessuale pedofilo può tradursi in comportamenti illeciti ai danni del bambino, che possono variare dal contatto fisico non violento, al coinvolgimento in attività di prostituzione, alla pornografia, al rapporto sessuale violento. Quando gli atti sessuali sui bambini vengono compiuti da familiari o da persone che si prendono abitualmente cura di loro, si parla più precisamente di abuso intra-familiare, o incesto; questo tipo di abuso ha caratteristiche specifiche legate a una disfunzione all’interno della famiglia.

Ogni atto sessuale con un bambino è un abuso

Qualunque atto sessuale compiuto su un minore non maturo sessualmente, anche quando non sia accompagnato da violenza o coercizione, è un abuso. Il bambino è in una condizione di dipendenza rispetto all’adulto, è quindi incapace di un libero e cosciente consenso; non ha il potere per rifiutare, né la capacità  di distinguere il desiderio sessuale dell’adulto dal proprio desiderio di affetto, cura e protezione. L’abuso sessuale è una sopraffazione che ferisce e degrada la persona, ignorandone le emozioni e la personalità e causando danni psicologici devastanti.

Quali condotte mette in atto il pedofilo?

Le attività sessuali che il pedofilo mette in atto vanno dalle semplici espressioni di tenerezza  a vere e proprie forme di violenza, dalla  esposizione e materiale pornografico fino al rapporto sessuale o addirittura alle sevizie mortali.

Esiste un profilo tipo del pedofilo?

Il pedofilo può essere una persona dall’aspetto assolutamente normale e insospettabile, socialmente adattata e dai modi gentili, sposata e con figli. Nel 97 % dei casi è di sesso maschile; in genere ha un’età compresa tra i 25 e i 40 anni, può essere indifferentemente eterosessuale, omosessuale o bisessuale, e appartenere a qualunque ceto sociale.

Perché si diventa pedofili?

Esistono diverse teorie sulle cause che porterebbero una persona alla pedofilia; i fattori più importanti sarebbero una bassa autostima, la paura della donna adulta, difficoltà relazionali, impulsività, altri disturbi psichici sottostanti, e in particolare l’aver subìto a propria volta abusi sessuali. Ripetere su altri l’abuso sessuale patito diventa  un modo per controllare il proprio dolore e dominare la paura, identificandosi con l’aggressore, nell’illusione di poter cancellare il proprio passato. Chi ha difficoltà a rapportarsi con una donna adulta, certamente più esigente, si rivolge al bambino, più sottomesso e arrendevole, con cui può più facilmente affermare e rassicurare la propria mascolinità senza sentirsi minacciato.

Le vittime del pedofilo

Spesso il pedofilo cerca di instaurare una relazione con la sua vittima, mostrandosi gentile e offrendo regali e attenzione, convincendo sè stesso e il bambino di amarlo. Può cercare di allacciare un’amicizia con i genitori, per ottenerne la fiducia e così l’accesso al bambino. Ricerca soprattutto i bambini che sembrano soli, trascurati e bisognosi di attenzione; una volta ottenuta la loro dipendenza, usa il ricatto psicologico per piegarne le resistenze.

L’incesto

 Quando l’abuso sessuale avviene all’interno della famiglia si parla di incesto. In questo caso è presente una disfunzione familiare per cui i ruoli sono confusi o invertiti: un adulto è incapace di svolgere le sue funzioni genitoriali, e il figlio viene “adultizzato”: va cioè a sostituire il genitore, anche nella funzione sessuale. I genitori non riescono a percepire i bisogni dei figli e sono affettivamente distaccati; il padre abusante è violento, oppure passivo e dipendente; la madre è sottomessa e incapace di proteggere i figli, oppure è aggressiva. L’abuso è coperto dal segreto, mantenuto col ricatto e il senso di colpa della vittima.

Chi abusa dei bambini può essere curato?

E’ difficile che un pedofilo chieda un aiuto psicologico, ed è difficile trovare psicologi disposti ad aiutare un pedofilo. Tuttavia, è possibile un recupero favorendo l’empatia, ossia la capacità di mettersi nei panni del bambino; insegnando a riconoscere ed evitare le situazioni di rischio e a gestire l’impulsività; sviluppando la capacità di relazionarsi adeguatamente con altri adulti.

Nel caso dell’incesto, una volta garantita la protezione della vittima, si può tentare un lavoro psicologico per il recupero delle relazioni familiari. L’abusante deve assumersi la piena responsabilità del suo comportamento, sollevando la vittima dal senso di colpa; deve quindi attuare una qualche riparazione e recuperare il ruolo protettivo genitoriale;  la madre deve solidarizzare con  la vittima e diventare capace di proteggerla e avvicinarsi emotivamente a lei.

Come si possono proteggere i propri figli?

I genitori possono rendere i propri figli capaci di difendersi da ogni sopruso insegnando loro il valore della propria persona e informandoli. Parlare con i bambini delle situazioni spiacevoli e pericolose che possono accadere permette loro di trovare risposte adeguate nel momento dell’emergenza: sapere in anticipo cosa bisogna fare rende il bambino più forte. È importante

  • dire al bambino che nessuno ha il diritto e il permesso di toccarlo nelle sue parti intime
  • insistere che se qualcuno lo forza ad un atto sessuale, deve dirlo a qualcuno di cui si fida
  • rassicurarlo che comunque non è colpa sua
  • far memorizzare al bambino il numero di telefono e l’indirizzo di casa
  • insegnargli che esistono segreti cattivi che non è giusto mantenere
  • spiegargli la differenza tra coccole, carezze e baci tra adulti e tra un adulto e un bambino
  • insegnargli a riconoscere le proprie emozioni di disagio, paura o rabbia
  • insegnargli a reagire dicendo “no”, scappando, chiedendo aiuto
  • mantenere una comunicazione aperta e serena sulla sessualità, che induca il bambino a confidarsi

Nessun bambino è troppo piccolo per capire l’abuso e per difendersi. Così come gli si insegna a stare attenti per strada, per la sua sicurezza occorre informarlo sulle molestie sessuali senza il timore di turbarlo. É la mancanza di informazioni a spaventare i bambini.

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