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21-Jun-19 · Ciclo vitale, eventi e ricorrenze

Vacanze, non mettere in valigia anche lo stress

Lo stress da vacanza dipende dalle elevate aspettative che concentriamo nel breve periodo delle ferie. Come imparare a rilassarci?

Relax, divertimento, ricerca di sè stessi, trasgressione, arricchimento culturale, amore, esplorazione, avventura: sono alcuni dei desideri che mettiamo in valigia quando finalmente partiamo per la nostra vacanza. Dopo un’attesa che può durare un anno intero, concentriamo  in una manciata di giorni una quantità tale di sogni e aspettative che è davvero un’impresa tornare soddisfatti, e la delusione è spesso dietro l’angolo. Vediamo allora quali sono le attese che riponiamo nella sospirata vacanza, quali nemici possono funestarla e qual è invece il modo migliore per goderla appieno.

La preparazione della vacanza

L’attesa della vacanza, con tutte le fantasie che suscita, è da una parte già terapeutica perché permette di sopportare lo stress quotidiano con una prospettiva. I lunghi mesi in ufficio, in fabbrica o a scuola appaiono più tollerabili sapendo che verrà il momento in cui saremo liberi di andare dove vogliamo, quando vogliamo, con chi vogliamo. Ma appunto: dove andare? Quando andare? Con chi? Organizzare la vacanza implica una serie di decisioni e di scelte che sono di per sé fonte di stress. Portare con sé compagni di viaggio non azzeccati è sufficiente per funestare la migliore vacanza, così come l’errore fatale nella scelta del fine-settimana  “intelligente” per partire può compromettere la salute mentale prima ancora di giungere a destinazione. Volere poi a tutti i costi un’occasione rilassante, ma al tempo stesso di crescita e di svago, può richiedere una cura nella programmazione del viaggio così maniacale da compromettere lo scopo primario della vacanza: lasciare a casa preoccupazioni e ansia per staccare dalla routine.

Quando la vacanza è uno stress

La maggior parte delle persone attende con trepidazione le vacanze per poter fare finalmente ciò che desidera. Si sospira allora per un anno intero, ma poi succede che, proprio quando manca poco alla meta agognata, ci si sente nervosi, agitati o depressi. La prospettiva di libertà può infatti scatenare agitazione, soprattutto nelle persone più ansiose. Abbandonare l’ambiente familiare e le abitudini consuete, sempre uguali e perciò rassicuranti,  può inquietare proprio perché espone all’imprevisto e allo sconosciuto. Le persone timide possono temere  le nuove conoscenze e esperienze che in genere caratterizzano le vacanze, e chi ha una immagine negativa di sé e del proprio corpo può preoccuparsi ad esempio di mostrarsi in costume o di mettere alla prova la propria capacità deduttiva.

C’è anche lo stress da astinenza da stress! Abituati a correre quotidianamente dietro a lavoro, casa, famiglia, sommersi da una quantità enorme di impegni e scadenze, quando finalmente possiamo fermarci, avvertiamo un vuoto intollerabile che non sappiamo gestire. Non riusciamo a staccare la spina e così finisce che anche in vacanza riproduciamo lo stile di vita consueto, riempiendo la giornata  tra corsi di tennis, escursioni in barca, feste in spiaggia, aperitivi immancabili e altri appuntamenti in agenda. Spesso poi non riusciamo a fare a meno di cellulare e computer, che ci mantengono legati alla nostra rassicurante rete di relazioni e da cui sviluppiamo dipendenza.

Per la coppia la vacanza è spesso un banco di prova. Se per tutto l’anno si è preferito non affrontare eventuali problemi, il mix di frustrazioni accumulate e aspettative grandiose può essere esplosivo. La convivenza quotidiana e forzata, nella insolita libertà dagli impegni lavorativi e  domestici che costellano la giornata (e vai al lavoro e torna dal lavoro  e prepara la cena e apparecchia e sparecchia e pulisci e metti a letto i bambini…e chi ce l’ha il tempo di parlarsi?), porta facilmente i nodi al pettine e anzi rischia di enfatizzarli. Mancando l’alibi dello stress quotidiano a cui attribuire la tensione di coppia, si finisce per sentire ancora di più l’insoddisfazione per la relazione.

Anche la ricerca del divertimento a tutti i costi espone inevitabilmente alla delusione, poiché è naturale che anche in vacanza ci siano dei momenti di solitudine e noia.

Godersi la vacanza

“Vacanza” significa sospensione delle abituali attività. L’essenza della vacanza starebbe quindi nel non fare quel che si fa per tutto il resto dell’anno. Non è detto che la vacanza implichi sempre viaggi in posti lontani, alla ricerca di nuove esperienze o avventure; per molti vacanza è anche rimanere nella propria città, a oziare, o lavorare indisturbati.

Non ci sono regole valide per tutti, ma certamente perché una vacanza sia rigenerante è necessario che la scelta della meta non sia dettata solo dalla moda, ma dal proprio modo di essere e dai propri bisogni.

Il tempo passato e quello futuro sono nemici di una vacanza serena: portarsi appresso il ricordo di fatti sgradevoli o le preoccupazioni per quel che ci aspetta al rientro, non permette di godere del presente. Il corpo è in vacanza  ma la mente è altrove e spreca l’opportunità  di assaporare attimi che magari non si ripeteranno più.

Quando si arriva alla vacanza sotto pressione, l’accumulo di stress, irrequietezza e rabbia è tale che non basteranno certo pochi giorni per smaltirlo. E’ importante imparare a concedersi sempre una piccola vacanza, durante tutto l’anno. Basta un giorno, o un’ora, ma da coltivare con costanza. Questo permette anche di non concentrare nei pochi giorni di ferie un carico di aspettative tale da garantire il fallimento della vacanza.

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