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26-Jun-19 · Comunicazione e relazione interpersonale

Linguaggio del corpo: come interpretarlo?

Sicurezza o disagio, attrazione, bugie: il comportamento non verbale sfugge al nostro controllo e rivela molto di noi.

La prima impressione che ci formiamo di fronte a una persona dipende per il 60-80% dal suo comportamento non verbale. Al di là di quanto ci possa dire a parole, infatti, la nostra attenzione coglie  tutta una serie di segnali come tono della voce, gesti, postura, distanza, mimica. A volte percepiamo che l’altro ci sta mentendo, oppure che è attratto da noi, anche se non sapremmo dire precisamente perché: è un processo che avviene in gran parte inconsapevolmente.

Premesso che i segnali non verbali possono avere molteplici significati e che vanno sempre interpretati nel contesto in modo non rigido, vediamo quali indicazioni possiamo trarre da alcuni gesti e comportamenti molto comuni.

La stretta di mano

Spesso il primo gesto con cui ci presentiamo agli altri è una stretta di mano, segnale di saluto e di benvenuto. Il modo in cui si porge o si afferra la mano dice già parecchio di noi e influenza l’impressione che diamo agli altri. Una mano molliccia e inerte risulta sgradevole a molti e viene associata a un carattere debole, mentre una stretta molto forte può denotare il desiderio di dominare e una certa aggressività. Usare entrambe le mani  per stringere la mano dell’altro-la cosiddetta “doppia presa”- è un modo per aumentare il contatto fisico ma anche il controllo dell’altro e si usa solo con persone con cui c’è molta confidenza.

L’angolazione della mano stabilisce i rapporti di potere. Chi tende la mano col palmo rivolto verso il basso tende a porsi in una posizione dominante e di controllo, costringendo l’altro a tenere la sua rivolta verso l’alto, in posizione sottomessa. Perché la stretta di mano comunichi un senso di parità nel rapporto, entrambi i palmi dovrebbero essere verticali.

Le donne a volte stringono la mano con delicatezza per esaltare la propria femminilità; tuttavia nel contesto lavorativo una stretta più determinata suscita maggiore considerazione e credibilità, soprattutto da parte dei colleghi maschi.

Manteniamo le distanze

Se salendo su un autobus in cui c’è un solo passeggero  andassimo a sederci proprio accanto a lui, saremmo guardati come minimo con un certo sospetto! Vige infatti la regola tacita per cui in un luogo chiuso come l’autobus ci si dispone a una debita distanza l’uno dall’altro, sfruttando lo spazio vuoto finchè ciò è possibile. Allo stesso modo, in ascensore si tende a stare immobili e composti, non si parla e si evita il contatto visivo. Questo serve a preservare quello spazio intorno al proprio corpo che ognuno sente come personale, e la cui ampiezza dipende anche dalla cultura di  appartenenza. Gli italiani, ad esempio, tollerano una vicinanza maggiore rispetto agli australiani, ma minore rispetto alle popolazioni nordafricane. La zona intima ha un raggio di 30- 45 cm e solo le persone a noi molto vicine possono entrarci; se uno sconosciuto invade la nostra zona intima  ci sentiamo fortemente a disagio e tendiamo ad arretrare. Al contrario, più aumenta la sintonia tra due persone, più si accetta l’avvicinamento dell’altro.

Tu mi piaci

Quando proviamo un’attrazione fisica per qualcuno assumiamo dei comportamenti tipici, in gran parte inconsapevoli. Un segnale di attrazione del tutto incontrollabile è la dilatazione delle pupille: quando vediamo qualcosa di stimolante ed eccitante, le pupille si dilatano. Si è anche visto che quando una persona ha le pupille dilatate, viene giudicata più affascinante e attraente.

Di fronte a un uomo che la attrae, la donna in genere si tocca i capelli e li getta indietro, scoprendo il collo; inclina la testa da un lato, si sfiora il corpo o gli abiti, o dondola la scarpa sulla punta del piede. Anche mostrare la pelle delicata del polso è un inconscio messaggio seduttivo. La borsa è una specie di estensione di sé, e appoggiarla vicino all’uomo o chiedergli di passargliela segnala un interesse nei suoi confronti. Il maschio quando è attratto da una donna tende a raddrizzare le spalle e  mostrare il petto; si piazza sulle gambe divaricate e sottolinea la cintura appoggiandoci le mani. Si sistema la cravatta e gli abiti, si tocca i polsini. Per entrambi i sessi i piedi in genere non mentono: puntano chiaramente nella direzione della persona che ci piace! Anche “invadere” lo spazio dell’altro, ad esempio a tavola, con le proprie mani o con un oggetto come il bicchiere, può segnalare un’attrazione.

Quando siamo a disagio

Quando ci sentiamo a disagio, insicuri o nervosi, utilizziamo dei gesti di difesa per proteggerci e creare una sorta di barriera. La barriera più palese sono le braccia incrociate sul petto: segnalano un atteggiamento di difesa o ostilità e scoraggiano gli altri dall’avvicinarsi. Un altro modo più sottile per creare una barriera è tenere un braccio davanti al corpo per toccare l’orologio o il braccialetto sull’altra mano, o per tenere la borsa. Anche sfregarsi le mani, giocare con il bottone del polsino o tenere in mano una ventiquattrore sono tutti modi per incrociare le braccia davanti al corpo e creare una protezione che fa sentire più sicuri.

Bugie e naso lungo

I segnali più affidabili per smascherare una menzogna sono i gesti automatici che sfuggono al controllo. Possiamo mentire scegliendo le parole più adatte, ma il linguaggio spontaneo del corpo le contraddice e chi ascolta coglie la falsità del messaggio. Portare la mano alla bocca per coprirla, sfregarsi il naso, l’occhio o l’orecchio, grattarsi il collo, scostarsi il colletto, sono tutti gesti che possono tradire una bugia. Quanto poi alla nota faccenda del naso di Pinocchio che si allunga per le bugie, non si tratterebbe solo di una favola: quando si mente, si liberano delle sostanze che producono gonfiore nei tessuti del naso e  anche la pressione sanguigna aumenta, provocando un’impercettibile dilatazione del naso. Questa crea un formicolìo che induce appunto a grattarsi il naso.

Chi mente potrebbe anche tenere le mani in tasca o le braccia incrociate, mentre è probabile che chi parla in modo franco e onesto  mostri apertamente i palmi delle mani.

 Le donne quando tentano di nascondere qualcosa si mostrano molto indaffarate e parlano molto d’altro cercando di sviare l’attenzione.

Fai un bel sorriso

Quando sorridiamo in modo autentico non solo gli angoli della bocca si sollevano, ma “ridono anche gli occhi”: i muscoli oculari si contraggono e compaiono le rughette ai lati degli occhi. Se gli occhi restano immobili, si tratta di un falso sorriso di circostanza. Il sorriso è un segnale di sottomissione con cui comunichiamo agli altri che non siamo pericolosi. Un sorriso è quasi sempre ricambiato; più sorridiamo, più suscitiamo reazioni positive negli altri e instauriamo nuove relazioni personali.

 

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Signorina lei ha bisogno d'affetto

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