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25-Apr-22 · Psicologia del benessere

Cani in ufficio, con le giuste regole è un vantaggio per tutti

Se si rispettano le dovute regole, portare il proprio cane sul luogo di lavoro comporta benefici per il lavoratore, per l'azienda e per l'animale.

Negli Stati Uniti è una realtà diffusa, una politica adottata da un’azienda su cinque: Google, Amazon, Facebook sono solo alcune delle grandi compagnie che permettono ai dipendenti di portare il proprio cane in ufficio. In Italia solo il 7% della aziende li accoglie regolarmente (tra queste Purina, Mars, Nintendo, Unicredit, il Comune di Genova), anche perchè il tipo di lavoro più diffuso da noi si presta meno a questa possibilità, che trova la sua applicazione migliore in caso di lavoro fisso alla scrivania e al pc. Da oltre vent’anni si celebra anche annualmente la Giornata del cane in ufficio, con l’intento di far conoscere questa opportunità e aumentarne la diffusione.

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25-Apr-22 · Psicologia del benessere

Fare la maglia, cucinare, colorare: perchè le attività manuali contrastano ansia e stress

Svolgere attività manuali e creative aiuta a contrastare stress, ansia e depressione.

«Il giorno prima del mio intervento sono stata assalita dall’ansia, non riuscivo a calmarmi neanche con la meditazione, come faccio di solito. Alla fine sai cosa mi ha aiutato? Mi vergogno a dirtelo… mi sono messa a fare la maglia! Pensa che stupidaggine! Eppure, lo devo dire, ha funzionato. Sono strana, vero?». No, non è affatto strano, e non è per niente una stupidaggine. Anzi, oggi abbiamo evidenze sperimentali sull’argomento. Lavorare a maglia o all’uncinetto, fare giardinaggio, cucinare le lasagne o una torta, creare album per le fotografie, colorare mandala, ridipingere la libreria di casa, costruire aerei da modellismo, sono solo alcune delle attività che le mie pazienti e i miei pazienti mi dicono essere di grande aiuto, per loro, per gestire l’ansia. Tutte hanno un denominatore comune: sono fatte usando le mani.

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12-Apr-22 · Psicologia del benessere

Gli aspetti positivi della tristezza

Consideriamo la tristezza un'emozione negativa e sbagliata da evitare, invece svolge un ruolo prezioso nel mantenere il nostro equilibrio psichico.

La tristezza non gode di una buona fama. La consideriamo qualcosa di negativo e sbagliato da allontanare più possibile. Se vediamo una persona triste, che magari piange, di solito la incoraggiamo subito a tirarsi su, a reagire, a pensare positivo.
La tristezza è considerata sinonimo di debolezza e stride con l’immagine performante ed energica che la nostra cultura enfatizza. Ma, soprattutto, il timore diffuso è che concedere spazio alla tristezza significhi precipitare poi nella depressione, meglio quindi reprimerla immediatamente. Ma è un timore dettato da un fraintendimento: molti confondono infatti la tristezza con la depressione, anche a causa dell’uso scorretto che comunemente viene fatto del termine “depressione”.

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31-May-21 · Psicologia del benessere

I pericoli del pensiero positivo

La corrente del pensiero positivo spinge a combattere le emozioni negative per essere felici. Ma fa davvero bene evitare la sofferenza? 

“Volere è potere”, “Pensa positivo e tutto andrà bene”, “Se lo vuoi, ci riuscirai”, “Se ci credi, tutto è possibile”, “Diventi ciò che pensi”, “Impossibile è solo un limite della tua mente”, “Se pensi negativo, ti accadranno cose negative”: sono esempi di frasi motivazionali tipiche del filone del pensiero positivo, che dagli anni ’90 si è diffuso soprattutto negli Stati Uniti e ha sedotto milioni di persone in tutto il mondo. Oggi basta digitare “pensiero positivo” su Google per essere travolti da materiale sull’argomento, e soprattutto da proposte di corsi, seminari, gruppi che promettono la felicità e  il successo potenziando l’autostima e l’ottimismo e fortificando la personalità.

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30-Jan-21 · Psicologia del benessere

Invidia, se accetti di provarla diventa una risorsa

Riconoscere che proviamo invidia per qualcuno ci consente di attivarci per ottenere quello che desideriamo.

«Da tanto tempo cerco di avere un bambino senza riuscirci; ora la mia amica è incinta e io non riesco a essere felice per lei»; «Quando vedo le altre ragazze in giro con le loro madri, provo una gran rabbia perché io invece non ce l’ho più»; «Mio figlio soffre perché è disoccupato, e non sopporto di vedere che i figli delle mie amiche si sono sistemati pur essendo meno bravi di lui»; «Sono giovane e ho un tumore, e quando dal medico sento i vecchi lamentarsi per un’unghia incarnita li odio, gli farei provare quello che provo io». Tante situazioni diverse, che si concludono con la stessa, amara frase: «La mia è invidia, lo so. Mi sento un mostro. Perché non riesco a gioire per la fortuna di un altro? Perché sono così crudele?».

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21-Jan-21 · Psicologia del benessere

Perchè la rabbia è necessaria e utile

La rabbia ci avverte che qualcosa non va, che i nostri diritti sono violati o i nostri bisogni disattesi e ci aiuta a cambiare la situazione.

“Ogni minuto che passi arrabbiato perdi sessanta secondi di felicità”, “La rabbia è brutta: lasciala andare!”, “Non sarai punito per la tua rabbia, sarai punito dalla tua rabbia”, “La rabbia è un veleno che assumi tu, sperando che muoia il tuo nemico”. Sono solo alcune delle numerose frasi celebri sulla rabbia che circolano anche sui social e che io, francamente, detesto.

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12-Jun-20 · Psicologia del benessere

Smetti di adattarti se devi rinunciare a te stesso

Sapersi adattare agli altri consente una buona vita di relazione, ma non deve significare tradire il proprio autentico modo di essere.

Quando ascolto le storie dei miei pazienti, e soprattutto quando ne osservo l’evoluzione durante la psicoterapia, mi viene spesso in mente la fiaba del brutto anatroccolo. È una fiaba che amo per diversi motivi, ma soprattutto perché mostra quanto sia importante il contesto. Il brutto anatroccolo è in realtà un piccolo cigno che nasce per errore in un ambiente di anatre in cui viene respinto e deriso, e solo dopo varie peripezie approda nel contesto “giusto”, tra i cigni, dove le sue qualità acquistano un senso, vengono riconosciute e apprezzate. Il piccolo anatroccolo cerca accoglienza e protezione più volte, in contesti diversi, dove tuttavia non può adattarsi e dove gli vengono richieste competenze che non gli appartengono. Nonostante la sofferenza, prosegue nella sua ricerca e finalmente scopre un posto dove può essere sé stesso e dispiegare tutta la sua bellezza.

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12-Jun-20 · Psicologia del benessere

"Se lo avessi fatto prima!", quando il rimpianto ci tormenta

A volte ci torturiamo nel rimpianto di non aver fatto prima certe scelte, dimenticando che non ne avevamo le risorse e i mezzi.

«Se lo avessi fatto prima, ora non sarei in queste condizioni», «Se lo avessi fatto prima non avrei sprecato tutto questo tempo, sono stato uno stupido», «Avrei dovuto farlo prima, ora è troppo tardi/ora non ha più senso/ ora serve a poco». Sono frasi molto frequenti nella stanza di psicoterapia. Sono pronunciate con rimpianto, amarezza, colpa, vergogna, rassegnazione, impotenza, sfiducia. A volte precedono un tentativo di cambiamento («Proverò a fare così, ma tanto, anche se riuscissi, ormai servirebbe a poco»), altre volte lo seguono («Sì, finalmente l’ho fatto, ma tanto ormai è inutile, avrei dovuto farlo tanto tempo fa»).

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31-May-20 · Psicologia del benessere

Perchè non trovo mai il tempo per me?

Molti si lamentano di non trovare tempo per se stessi tra i vari impegni, ma spesso dietro si nascondono resistenze inconsapevoli.

È una lamentela che sento ripetere frequentemente nel mio lavoro. Che si tratti di persone che si rivolgono a me per qualche disagio psichico, o di operatori con cui svolgo incontri di formazione e supervisione, le parole sono grosso modo le stesse: «Non ce la faccio più, avrei bisogno di più tempo per me, ma non è possibile…». Manca il tempo per dedicarsi alla cura di sé, per ricaricarsi o per riposarsi: «Sono mesi che vorrei iscrivermi in palestra, ma non riesco mai a trovare un’ora per me», «Avrei davvero bisogno di una vacanza, anche solo una giornata, ma c’è sempre qualcosa per cui devo rimandare», «In casa io corro sempre e gli altri stanno sul divano! Piacerebbe anche a me stare sul divano, ma chi ce l’ha, il tempo?».

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29-Apr-20 · Psicologia del benessere

Cucinare, perchè può essere terapeutico

Cucinare produce vari benefici psicologici, dallo sviluppo di competenze alla riduzione di ansia e depressione.

L’una di notte. Sento il cellulare che vibra sul comodino, dev’essere un messaggio. Non ho ancora preso sonno e cedo alla tentazione di vedere chi è, a quest’ora. Nel buio brilla la foto di un bel piatto di sushi, in un lampo connetto e mi scappa un “Evvai, grande Ale! Pure l’alga, hai trovato!”, pieno di orgoglio e soddisfazione. Era Alessandro, mio giovanissimo paziente che per la prima volta, dopo mesi di totale apatia, ha sentito il desiderio di fare qualcosa (cucinare sushi, appunto), desiderio che abbiamo colto, sostenuto, tradotto per realizzarlo in pratica, abbattendo una dopo l’altra tutte le resistenze che si frapponevano, con la promessa “Dai, se ce la faccio ti mando la foto”. Pensavo a qualche scocciatore, e invece mi addormento felice per un successo condiviso.

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02-Apr-20 · Psicologia del benessere

Non sai cosa vuoi nella vita? Può essere un bene

Non occorre necessariamente porsi e raggiungere determinati  obiettivi per sentirsi felici e realizzati. Anzi, a volte possono essere un limite.

Se digiti “obiettivi” su Google vieni travolto da una valanga di articoli che promettono la ricetta infallibile per mettere a punto e realizzare i tuoi obiettivi. L’assunto di partenza dato per scontato è che sia necessario, anzi, indispensabile avere degli obiettivi da perseguire nella vita, e che sia – se non necessario – comunque un bene adoperarsi per realizzarli con successo. L’impressione è che non avere un obiettivo significhi essere demotivati, pigri, disperdere energie in modo improduttivo. Per trovare qualche rara voce fuori dal coro bisogna scorrere decine di pagine. In genere quindi non è contemplata l’eventualità che l’assenza o il mancato raggiungimento di obiettivi possano coesistere con la realizzazione di sé, la salute e il benessere personale e la felicità.

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07-Feb-20 · Psicologia del benessere

Resilienza: sostenere gli urti della vita senza spezzarsi

La resilienza permette di far fronte ad eventi destabilizzanti riorganizzando la propria vita in modo positivo e uscendone persino arricchiti   

                          

“Mia cara, nel bel mezzo dell’odio ho scoperto in me un invincibile amore. Nel bel mezzo delle lacrime ho scoperto in me un invincibile sorriso. Nel bel mezzo del caos ho scoperto in me un’invincibile tranquillità. Ho compreso, infine, che nel mezzo dell’inverno vi era in me un’invincibile estate. E ciò mi rende felice. Perché afferma che non importa quanto duramente il mondo mi vada contro, in me c’è qualcosa di più forte, qualcosa di migliore che mi spinge subito indietro.”

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20-Nov-19 · Psicologia del benessere

La reattanza psicologica: più me lo proibisci, più lo faccio!

La reattanza psicologica  si innesca quando percepiamo che non siamo liberi di decidere come vorremmo. Scatena  la ribellione e induce ad intensificare il comportamento vietato, piuttosto che cessarlo.

«Gliel’ho già detto mille volte, lei deve dimagrire o saranno guai!», «Smetta immediatamente di fumare!», «Si scordi d’ora in poi l’alcol, per lei è veleno», «Se continua a non prendere i farmaci che le ho dato per la pressione, inutile che poi torni da me!», «Le proibisco di continuare con le arti marziali, troppo pericolose per lei». Lavoro in ospedale e sento di frequente i colleghi medici dare indicazioni ai pazienti con tono piuttosto perentorio, soprattutto quando vogliono essere più convincenti e quando hanno a che fare con persone con scarsa “compliance”, che non rispettano le prescrizioni. Succede anche che chiedano un mio intervento, che immaginano sulla stessa linea: «Mi raccomando, sii dura, imponiti!», «Devi essere rigida o farà come gli pare, come al solito!».

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23-Oct-19 · Psicologia del benessere

Datti una mossa! I benefici dello sport sulla mente

Fare esercizio fisico regolare aiuta a ridurre depressione e ansia e a migliorare il benessere psicologico.

«Quando cammino, i cattivi pensieri se ne vanno e torno serena», «Se posso farmi una nuotata, dimentico tutti i problemi», «Quando vado in bicicletta la mia mente si libera », «Quando ballo il corpo è di nuovo mio e mi sento bene». Succede spesso che i miei pazienti mi raccontino quanto l’esercizio fisico sia benefico per il loro stato emotivo. È sorprendente quanto questo accada anche ai miei pazienti malati oncologici, che senza dubbio sono sottoposti a uno stress molto intenso e a vissuti depressivi e ansiosi facilmente intuibili. Eppure sono proprio loro i primi a dirmi quanto una camminata possa essere potente nel placare i pensieri cupi e nel riuscire a rasserenarli, quando nient’altro funziona.

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14-Sep-19 · Psicologia del benessere

Accettare di sbagliare per potersi migliorare

Viviamo l'errore come qualcosa di negativo da evitare e nascondere. Se lo ammettiamo e ne cerchiamo le cause, possiamo invece farne esperienza preziosa.

Sono abituata, per il mio lavoro, a frequentare congressi, seminari e conferenze, sia come ascoltatrice che come relatrice. Convegni di psicologia, ma anche di medicina, occupandomi prevalentemente di persone con gravi patologie organiche. Generalmente, in questi incontri c’è una parte dedicata alla discussione dei casi clinici. Ogni relatore riporta una situazione di cui si è occupato, la diagnosi, le scelte terapeutiche, fino alla brillante conclusione. Ciascuno ovviamente sceglie quel caso che gli è riuscito meglio, quello in cui ha avuto l’intuizione più arguta o quello con la particolarità che possa incuriosire o sorprendere. Di norma ne risulta quindi una sfilata di successi e il tutto si conclude tra applausi e complimenti del pubblico. È a questo punto che io faccio ogni volta, sistematicamente, lo stesso pensiero: quanto mi piacerebbe che, invece, il titolo di ogni relazione fosse “Il mio peggior errore", che – anzi -, un congresso intero fosse tutto dedicato agli errori! Quanto sarebbe più utile, quanto resterebbe più impresso nella mente di tutti, quanto più facilmente si trasmetterebbe un insegnamento a chi ascolta. E quanto aiuterebbe a cambiare la cultura con cui viviamo e interpretiamo l’errore: non un fallimento da vivere in solitudine, da occultare per non essere accusati e additati, ma un’esperienza su cui confrontarsi.

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30-Jul-19 · Psicologia del benessere

Senso di colpa, perchè ne restiamo prigionieri?

Il senso di colpa patologico impedisce di vivere appieno gioie, successi e progetti. Cosa si nasconde dietro la tendenza a incolparsi eccessivamente?

A volte si tratta di un unico episodio del passato che continua a tormentare: «Non mi perdono per aver interrotto quella gravidanza», «Se fossi stato più attento non avrei causato quell’incidente», «Se l’avessi portata dal medico ora forse mia madre sarebbe viva». Altre volte sono azioni quotidiane meno drammatiche per cui tuttavia ci sentiamo in torto: «Dovrei passare più tempo coi miei genitori anziani», «Mando mio figlio al nido ma so che dovrei seguirlo io», «Se non metto gli altri al primo posto non sto bene io», «Non la amo più ma non posso lasciarla, le farei troppo male». Il senso di colpa è il sentimento spiacevole legato al pensiero di aver danneggiato o di poter danneggiare qualcuno e si accompagna a tristezza, vergogna, rabbia, disperazione. Di per sé è sano ed è un fattore evolutivo se diventa senso di responsabilità, utile a mantenere buoni rapporti con gli altri, a riflettere sui propri comportamenti e cercare di riparare agli errori in modo costruttivo. Può diventare però patologico quando blocca la persona impedendole di andare avanti o di realizzare i propri progetti personali, o quando la induce a punirsi privandosi di gioie e successi.

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17-Jul-19 · Psicologia del benessere

Successo: contano solo i numeri?

Misuriamo il successo con il risultato, la performance, i numeri. Ma rispecchiano davvero il valore di quello che facciamo?

Anni fa andai a un convegno a San Severino. Era di sabato, era lontano e il tema era pesante, si parlava di morte. Ma il programma era ricco e stimolante e decisi di andare, aspettandomi di trovare la sala affollata. All’ora fissata per l’inizio, c’era una quindicina di persone. Poche, effettivamente. Ma era ancora presto, e si sa com’è ai convegni, soprattutto di sabato mattina, la gente arriva tardi. Un’altra mezz’ora, ma niente, quindici restavamo. «Peccato», pensai, «ma almeno qualcuno che ha apprezzato, c’è».  E invece dovetti rendermi conto ben presto, dagli sguardi imbarazzati intorno a me, che in realtà l’unico vero pubblico ero io: gli altri erano tutti relatori e organizzatori. Tentarono in ogni modo di catturare anche mio marito che era venuto per accompagnarmi, e che se la squagliò senza pietà. Restavo solo io.

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26-Jun-19 · Psicologia del benessere

Gratitudine, la ricetta per essere felici

La gratitudine fa sentire felici permettendo di apprezzare il valore delle cose.  Come imparare a praticarla nel quotidiano?

Era la parte più affascinante della fiaba o del cartone animato, quella che imparavamo subito a memoria e che aspettavamo con trepidazione: la formula magica! Una parola, o poco più di una, tanto potente da produrre incantesimi, trasformare la realtà, realizzare l’impossibile. “Abracadabra”, “Simsalabim”, “Apriti sesamo”: chi non ha provato, da bambino, a verificare se – hai visto mai - funzionavano sul serio? Crescendo ho capito che no, era inutile ripetere “Apriti sesamo” di fronte alla serranda del garage. Ma più tardi, diventando una psicologa, ho scoperto che le parole magiche esistono davvero e possono aprire porte sbarrate, lenire il dolore, materializzare la felicità. Sono parole semplici che ci hanno insegnato da piccolissimi, ma abbiamo perso la consapevolezza del  loro potere. Propongo ai lettori un breve viaggio per riscoprirle. La parola magica di questa prima tappa è “Grazie”.

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26-Jun-19 · Psicologia del benessere

Chiedere scusa, i benefici per la relazione

Chiedere scusa esprimendo un dispiacere sincero significa riconoscere l’errore e privilegiare la relazione a discapito del nostro narcisismo.

La seconda tappa del nostro percorso tra le “parole magiche” capaci di regalarci benessere riguarda la capacità di ammettere i nostri errori: “Scusa, ho sbagliato!”.

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26-Jun-19 · Psicologia del benessere

“Vorrei”: il dolore e la nascita del desiderio

Molte persone hanno perso il contatto con i loro desideri. Spesso sono i momenti di crisi e dolore a fare luce su quello che veramente vogliono.

Mi capita spesso di pensare che il mio mestiere sia uno dei più belli ed emozionanti, ma ci sono momenti in cui davvero sono convinta che non abbia paragoni. Mi succede tutte le  volte che ho il privilegio di assistere alla nascita, o alla ri-nascita, del desiderio nelle persone. Con desiderio intendo tutte quelle aspirazioni autentiche e sane che permettono a ciascuno di realizzare sè stesso, di compiere scelte in sintonia con la propria natura più vera e profonda. Il desiderio va oltre l’appagamento del bisogno: da esso nasce per poi svilupparsi in direzioni infinite e tanto diverse quanto diversi sono gli individui.

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26-Jun-19 · Psicologia del benessere

“Che bello!”: l’arte di meravigliarsi e di apprezzare

Essere capaci di meravigliarsi e di apprezzare rende la vita piena e appagante e rafforza le relazioni con gli altri.

Quando lo scrivevamo nei temi di scuola, di solito l’insegnante storceva il naso: “Su, sforzatevi di trovare un termine più specifico, meno banale!”, e via ogni volta a cercare sul dizionario dei sinonimi e contrari. “Bello” si doveva usare meno possibile: troppo vago, troppo scontato, troppo dozzinale. Così l’ho sempre disprezzato, guardato con sufficienza, e ogni volta che ho potuto l’ho sostituito con vocaboli più nobili. Finchè ho conosciuto persone di grande cultura, intelligenza e umanità, che invece ne facevano un uso generoso, nello scrivere e nel parlare. Perché sono le parole semplici quelle che spesso veicolano le idee e i sentimenti più grandi. Così ho cambiato idea, e oggi quando dico “Bello!” lo faccio con la convinzione che non ci sia una parola più…bella.

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26-Jun-19 · Psicologia del benessere

La rabbia, come esprimerla in modo sano

La rabbia scatta di fronte alla frustrazione e ci spinge a difendere i nostri diritti. Come usarla in modo sano e costruttivo?

“Gli uomini quando sono tristi si limitano a piangere sulla propria situazione. Quando si arrabbiano, allora si danno da fare per cambiare le cose”. Questo pensiero di Malcolm X rende con efficacia il cuore della rabbia: un’emozione vitale che spinge a difendere i propri diritti per ottenere un cambiamento. Eppure spesso la tratteniamo, ce ne vergogniamo, oppure la usiamo impropriamente trasformandola in violenza. Possiamo però imparare a riconoscerla, accettarla e utilizzarla per vivere meglio; approfondiamo allora le cause della collera e le modalità più sane per gestirla. 

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26-Jun-19 · Psicologia del benessere

Piangere, i benefici delle lacrime

Piangere permette di liberare tensione e dolore e di ricevere il supporto degli altri. Ma quanti tipi di pianto esistono?

Le lacrime sono il nostro primo linguaggio: il neonato che si affaccia al mondo, lo fa con un sonoro pianto, e continuerà a usare spesso  questo richiamo così potente e universale, capace come nient’ altro di comunicare emozioni e di suscitare aiuto e protezione. Il pianto segna poi anche da adulti le tappe importanti della nostra vita. Possono essere lacrime di dolore, tristezza, commozione, sollievo, rabbia, colpa, impotenza; possono essere versate liberamente, più spesso con imbarazzo, a volte con vergogna e umiliazione.

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26-Jun-19 · Psicologia del benessere

Cibi antidepressivi: il cioccolato

Il cioccolato ha effetto antidepressivo grazie alle sostanze contenute e ai suoi significati simbolici. Ma che fare quando diventa una droga?

E’ qualcosa di più del semplice piacere della gola. Evoca passioni intense e fantasie lussuriose. Conta innumerevoli associazioni di estimatori, feste a tema, nonché citazioni cinematografiche. Per qualcuno è anche meglio del sesso, quanto meno con lui non hai bisogno di fingere…E’ il cioccolato,  il peccato di gola per eccellenza. Scopriamo allora quali sono le ragioni della sua fama e del suo incontrastato dominio nelle fantasie culinarie di milioni di appassionati.

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Signorina lei ha bisogno d'affetto

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